Insegnante: Vede signora, ho l’impressione che Marco studi molto poco…i suoi voti lo dimostrano chiaramente.
Genitore: eppure io lo vedo che studia. Passa gli interi pomeriggi chiuso in camera che non vuole vedere nessuno. Io lo vedo le ore che passa rintanato nella sua stanza . Mi deve credere. Non esce mai di casa. Non ha tanti amici. Preferisce la play-station o la televisione.
Insegnante: No…ma io non dico che non studia…dico solo che studia poco…o forse non bene. Dovrebbe usare un metodo.
Genitore: Marco mi dice sempre che non ha molti compiti. Scusi, ma non potrebbe insegnarglielo lei il metodo?
Insegnante: è quello che cerco di fare. Più che altro mi sembra che il ragazzo sia poco motivato. Forse questa scuola è troppo impegnativa per lui…
Genitore: Io e mio marito lo abbiamo iscritto in questa scuola, perché per noi l’istruzione di nostro figlio è importante. Se no un domani cosa farà?
Insegnante: Certo, certo.
Genitore: Il problema è che a Marco gli mancano le basi. Quando era alle elementari mio figlio ha avuto un’insegnante pessima. Per non parlare delle medie. Lo sa che ha cambiato cinque insegnanti di matematica in due anni?
Insegnante: eh sì, questo è un annoso problema della scuola.
Genitore: E poi era capitato in una classe di scafati e di delinquenti. Marco invece è sempre stato un ragazzo timido.
Insegnante: Timido? Beh questo non mi sembra.
Genitore: Glielo dico io che Marco è timido, e chi meglio di un genitore conosce suo figlio?
Insegnante: Sì, sì, però quando escono di casa i ragazzi si comportano in modo spesso diverso. Ha saputo della nota che ha preso l’altra settimana?
Genitore: No, non mi ha detto niente…
Insegnante: E’ stato con l’insegnante di Latino. Durante il compito Marco è stato beccato che inviava sms ai suoi compagni.
Genitore: Comunque con quell’insegnante Marco non si trova bene. E so che anche altri genitori si sono lamentati con il preside.
Insegnante: Per quanto ne so, è una bravissima insegnante, competente e paziente con i ragazzi.
Genitore: Ma sì, io dicevo così solo per sentito dire…
Insegnante: La verità è che è una professoressa esigente.
Genitore: Per quello che gli servirà il Latino a questi ragazzi…voglio dire voi insegnanti forse dovreste essere un po’ più comprensivi, no? In fondo siamo stati anche noi ragazzi con poca voglia di studiare, vero?
Insegnante: Veramente no. Il problema è che oggi noi adulti siamo anche troppo comprensivi…
Genitore: Non io. Glielo ho detto a Marco: “Se non vieni promosso a giugno, la moto te la puoi scordare!”
Insegnante: Sì, me l’ha detto Marco che se non avrà la moto quest’anno, la colpa sarà soprattutto mia!
Genitore: Ah?….Quindi vede che ci tiene a fare bene…Lo dicevo io a mio marito che dobbiamo ricattarlo se vogliamo che studi.
Insegnante: Non so se questi metodi siano efficaci, ad ogni modo siete voi i genitori di Marco…
Genitore: Ma in tutta sincerità, lei pensa che potrà essere promosso? Me lo dica che, se no, gli faccio prendere delle ripetizioni private.
Insegnante: Marco è un ragazzo sveglio e intelligente. Non ha bisogno di aiuti per fare bene. Deve solo stare attento durante le lezioni e fare a casa i compiti che io gli assegno.
Genitore: In classe mio figlio mi dice che c’è confusione e lui si distrae facilmente. Mio figlio per concentrarsi ha bisogno di silenzio. Con il rumore e il chiasso non riesce a seguire le cose che lei spiega. Non potrebbe farsi rispettare di più da questi ragazzi?
Insegnante: Faccio quel che posso. Marco però non è uno stinco di santo. Anche voi a casa dovreste dirgli di essere un tantino più educato.
Genitore: Mio marito che è ingegnere ogni tanto lo aiuta a fare gli esercizi. Purtroppo però la maggior parte del tempo è all’estero per lavoro, e io tutti quei geroglifici, proprio non ci capisco niente…
Insegnante: Marco può fare da solo, però lo deve volere lui.
Genitore: …Allora posso stare tranquilla?
Insegnante: (silenzio, gli occhi puntati sul soffitto)
Genitore: Mi dica di sì…Sì?
Insegnante: Sì…cosa?
Genitore: Che lo aiuterà…
Insegnante: Sì, sì…siamo qui per questo…
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