Perfezione e non

C’è un libro che mi è stato regalato a Natale che sfoglio e leggiucchio in questi giorni tra un consiglio di classe e un corso di recupero. Si intitola Incontri con menti straordinarie e l’autore è Piergiorgio Odifreddi. Il libro raccoglie una serie di interviste a una cinquantina di premi Nobel e studiosi di fama mondiale. Sono decisamente interessanti gli spunti di riflessione che si traggono quasi da ogni pagina di questo bel libro. Tra questi mi hanno colpito in particolare alcune osservazioni fatte dalla nostra Rita Levi Montalcini a proposito dell’imperfezione del cervello umano.

Il fatto più interessante che si deduce dall’intervista al premio Nobel è che proprio l’imperfezione ha determinato la sua evoluzione, mentre altri animali come ad esempio gli insetti, non hanno subito particolari modificazioni genetiche in questi ultimi cento milioni di anni in virtù della loro già presente perfezione fisiologica. 

Sempre nella stessa intervista si sottolinea la dualità del cervello umano: esso sarebbe costituito da due parti, una parte cognitiva neocorticale che ci distingue dagli altri animali ed una parte  arcaica, paleocorticale, assolutamente identica a quella degli altri primati. Quest’ultima parte del cervello sarebbe responsabile delle nostre emozioni, o reazioni impulsive, e non sarebbe diversa da quella dell’uomo scimmia di qualche milione di anni fa.

Solo la prima parte del cervello, quella cognitiva, avrebbe subito un’evoluzione, mentre l’altra sarebbe rimasta tale quale lungo tutta la storia evolutiva dell’uomo. Il motivo per cui questa parte del cervello non è cambiata è dovuto semplicemente alla sua primordiale perfezione. Squadra che vince non si cambia, si dice in gergo calcistico. E infatti così è stato per quella parte del cervello, responsabile delle nostre emozioni, ma anche della nostra aggressività, che sostanzialmente ha sempre fatto il suo dovere per difenderci e proteggerci da chi nel corso di milioni di anni ci ha minacciato, importunato, dato fastidio o rotto i maroni.

Dunque solo ciò che è imperfetto può essere perfezionato e la faccenda non riguarda solo i sistemi biologici, bensì anche i prodotti artificiali creati dall’uomo. La bicicletta e l’automobile ad esempio sono nate insieme ma mentre la prima è rimasta la stessa di cento anni fa, l’auto è ancora in continua trasformazione. E questo perché la bicicletta praticamente era già allora perfetta e ben poco si è potuto fare per migliorarla. Le macchine invece facevano schifo (e continuano a farlo anche oggi nonostante le accattivanti pubblicità) e dunque sono cambiate eccome e cambieranno ancora…magari inquinando di meno. 

Per finire (mi rivolgo alle donne per galanteria), se oggi non vi sentite al meglio, o al cento per cento, in altre parole se questa mattina guardandovi allo specchio non vi siete sentite proprio perfette, dovete essere solo contente: è solo perché state migliorando!!!

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