Peer education

Peer Education

Che cacchio è sta peer education?

Vedo una circolare che gira da giorni avente questo titolo per oggetto e chiedo in giro. Ma nessuno che si degni a darmi una risposta. E’ perché sono l’ultimo arrivato di questa allegra comitiva, è perché nessuno lo sa ma fa finta di niente o è perché ho fatto una domanda ridicola, su una cosa che ormai tutti nella scuola e fuori, anche i pesci rossi, conoscono? Un po’ come se avessi chiesto: ragazzi chi sa dirmi che diavolo è il POF o sapete mica cosa è la pasta al pesto?

Si continua con questi inglesismi patetici in un paese che non spiaccica una parola di inglese (per giunta Veltroni con il suo we can ci sta dando proprio una bella lezione).

Ma io non ho voglia di prendere in mano il vocabolario e allora provo a darmi una risposta parziale andando per esclusione.

Che cosa non è la Peer education?

• Non è la Poor education. Questa sarebbe l’educazione povera. O meglio ancora, se seguita da un punto esclamativo, una sorta di lamento o piagnisteo nei confronti di questa istituzione sempre più sofferente: Povera educazione!

• Non è la Peel education. Meglio sarebbe stato: Peeling education, cioè educazione alla depilazione, pratica oggi molto trendy nelle scuole, soprattutto tra i maschietti.

• Non è la Pear education. Educazione della pera? Peggio sarebbe stata l’educazione del cactus.

• Non è la Pearl education. Educazione per le perle? Da non confondere con l’educazione dei pirla (attualissima, magari una buona idea per qualche futuro progetto).

• Non è la Pea education. L’educazione del pisello, e anche questo non sarebbe male come progetto.

Stufo di andare avanti per tentativi, mi rassegno a prendere in mano il vocabolario.

L’aggettivo Peer significa: uguale, pari.
Il verbo to peer ha il significato di guardare attentamente, scrutare.
Poi c’è il termine peer to peer (molto in uso l’acronimo P2P) che è la tecnica di condivisione dei file tra computer connessi in rete per lo scambio di prodotti multimediali, tipo canzoni, video, programmi, ecc.

Devo dire che adesso ne so quanto prima.
C’è qualcuno che sa dirmi che cosa è questa Peer education?
Qualcuno me lo dica in fretta, perché se no stanotte non dormo!

6 Risposte

  1. devo davvero rispondere?

  2. Mmm… non saprei… Forse è quando Chico passa il compito di geometria a Paulo e Paulo lo passa a Gina e Gina in cambio dà da copiare l’esercizio di inglese appena ha finito di copiare da Marius la tabella di storia? Così si educano a vicenda e tutti imparano che copiare si può. Intesa anche come Co-peer education.

  3. La prof, ti sbagli! E’ quando uno che non ha capito spiega ad un altro che non ha capito e assieme non capiscono un tubo.

  4. La peer education è una strategia educativa nata in Inghilterra.E’ trasmissione, scambio e condivisione
    di informazioni, valori ed esperienze
    tra persone della stessa età
    o appartenenti allo stesso gruppo sociale. In un progetto di peer education si trattano temi delicati come la sessualità, l’uso di sostanze, il bullismo ecc. Gli obbiettivi di un progetto?? informare e formare i ragazzi (tra i 16 e i 20 anni) organizzare iniziative di promozione alla salute tra pari e ideare e produrre messaggi!
    Un’esperienza nuova dove i protagonisti sono i ragazzi!
    Spero di aver chiarito le idee…potete visitare il nostro blog… http://peer-education.spaces.live.com
    Saluti a tutti

  5. Il problema del corpo docente è proprio questo, considerare la peer education, come anche il cooperative learning o l’outdoor education, alla stregua di inglesismi alla moda, sono molto delusa dalla deriva della scuola, ma laddove manca aggiornamento e volontà di svecchiare il mammut istruzione non secondo le regole di una Gelmini di turno ma secondo le regole della cultura e dell’educativa questa è la sorte che tocca alla SQUOLA!

  6. anche io alle prime circolari (anni fa) e ai primi interventi di peer education ho pensato “che è sta roba?”…ora da poco me ne sto occupando: la peer education funziona soprattutto se gli adulti si prestano ad essere ottime figure di riferimento! che dici…vale la pena provare dal dentro..al massimo se è una scemenza lo sai con cognizione di causa..
    esilaranti le tue traduzioni, davvero
    una collega

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