Fabrizio Corona

Oggi leggo il Corriere della Sera e sulla pagina degli Spettacoli mi trovo davanti alla notizia che Fabrizio Corona farà un film dal titolo Tieni a me. Il lavoro in questione, si legge nel pezzo, diventerà anche una fiction TV che qualche arguto manager di casa Mediaset ha pensato bene di dare in pasto a quei soliti imbecilloni di italiani in niente meno che tredici puntate (magari nella prossima stagione autunnale).

Faccio un salto sulla sedia e, memore delle vicende più o meno recenti che hanno riguardato il simpatico personaggio in questione (vallettopoli, detenzione e utilizzo di denaro falso), mi chiedo immediatamente quale ruolo hanno pensato i signori del piccolo schermo di fare interpretare al nostro consumato attore (ma non era un fotografo?)

Un paparazzo arrivista e spregiudicato, in cerca di facili guadagni?

Uno sfortunato fotoreporter che a caccia di qualche scoop, trovatosi in un gioco più grande di lui, complice anche un magistrato troppo solerte, viene ingiustamente accusato di reati che lui non ha mai commesso?

Un giovane e disinibito dj coinvolto in un giro di droga e prostituzione?

Nossignori, niente di tutto questo. Udite, udite, il suo ruolo sarà quello di un ispettore della polizia di stato (Sic!).

La sceneggiatrice di questo capolavoro, tale Stefania Rossella Grassi, ammette che il personaggio dell’ispettore Tosi è stato scritto apposta su di lui (Sic!).

Meno male che il Siulp, il sindacato di Polizia, venuto a sapere da indiscrezioni della stampa dell’incredibile notizia del coinvolgimento di Corona nella fiction, ha protestato affermando che i valori del personaggio (quali valori? soldi facili, spregiudicatezza, non rispetto delle regole?) non caratterizzano propriamente la categoria.

Ecco, quando si dice che gli insegnanti dovrebbero assolvere anche al ruolo di educatori (oltre a tutto il resto, si capisce); quando si dice che la scuola dovrebbe farsi carico di trasmettere ai giovani e agli adolescenti modelli positivi, valori semplici ma corretti, sani principi, e bla, bla, bla…

Ecco quando si dicono tutte queste belle cose (anche e soprattutto in televisione), magari subito dopo qualche brutto episodio di scorrettezza o di violenza o di disagio che vedono gli adolescenti come protagonisti, o quando ci si interroga sulle lacune della scuola, sulle scarse capacità che hanno gli insegnanti di proporsi come paladini di istanze positive, di presentare la cultura ed il sapere, la coscienza civile, l’onestà intellettuale, come modelli da seguire e da imitare per i nostri giovani; bene, in quei momenti, QUESTE  NOTIZIE DI MERDA CHE CI TOCCA LEGGERE, QUALCUNO SE LE RICORDA O FA FINTA DI NIENTE?

3 Risposte

  1. Nè una nè l’altra. Nel senso che non è che si fa finta di niente, e nemmeno che uno non se le ricorda, certe notizie. E’ che proprio non vengono messe in relazione le cose: che se a scuola combatti per cinque ore al giorno dicendo, tra l’altro, cose scomode, è quasi automatico che nelle altre diciannove ore riescano a passare idee e comportamenti che, apparentemente, sono molto più comodi e, spesso, evidentemente più redditizi, in termini di soldi.
    Oggi, un alunno sospeso per vari motivi, rimproverato perché ha rotto la bici a un amico, e informato che dovrà pagargliela, ha risposto bellamente al Preside: “Pago se lui mi paga la mia, che è rotta anche lei!”
    Seconda media.
    E la discussione è proseguita sul perchè ci dobbiamo impicciare di qualcosa che è successo fuori dall’aula.
    Coscienza civile? Onestà intellettuale? valori?
    Il ragazzetto mi ha detto chiaro e tondo di lasciarlo in pace.
    Uffa, prof, eh?

  2. Resistere, resistere, resistere.

  3. Ipocrisia pazzesca, pregiudizi assurdi, superficialità (lei ha veramente capito tutto della vicenda corona) (il rispetto delle regole, i valori , bla bla bla) ….. ma i ragazzi sono concreti e lo vedono il mondo come va (altro che valori, lasciamo perdere .. va)

    noi offriamo questo a figli e alunni

    non possiamo aspettarci molto in risposta

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