Sì, in realtà le scuole sono tutte uguali.
Ovunque tu vada ad insegnare non ti devi fare troppe illusioni.
Per quel che riguarda il reparto animali già lo sappiamo. Gli studenti sono sempre gli stessi. I cari amati studenti. E così pure gli insegnanti e le bidelle e i presidi e le segretarie…
Ma anche gli ambienti…voglio dire, gli edifici, il cemento, i pannelli in cartongesso, il vetro, il ferro, …l’amianto…sono gli stessi dappertutto.
Pensate che in seguito ad un trasferimento da una periferia ad un’altra, mi sono trovato in un edificio “copia-incolla” di quello che avevo appena lasciato. Un’esatta riproduzione. Con i medesimi difetti di progettazione, sicché le mattonelle che d’inverno, per il troppo freddo, saltavano in una scuola, saltavano anche nell’altra pari, pari…Fa ridere eh?
Così ci sono aule scolastiche dove non si respira per l’afa e i termosifoni sono così bollenti che sopra ci potresti fare il barbecue e sull’altro lato del medesimo edificio aule dove i piedi ti si congelano, si batte i denti e ci si soffia sui polpastrelli per il freddo.
Vetrate enormi che anche se chiuse lasciano passare gli spifferi come se fossero completamente spalancate e vetrate blindate che esaltano i raggi del sole peggio che dentro un lettino UVA.
Povere quelle insegnanti che d’inverno riempiono le loro borse di decine di fazzoletti accartocciati e che si frizionano il naso fino a farlo diventare un ravanello e hanno la gola eternamente irritata che neanche un barile di collutorio rimetterebbe in sesto e la loro cara voce è solo un pallido ricordo; e altrettanto poveri quegli insegnanti che, con l’arrivo dei primi caldi, sono costretti a presentarsi davanti agli studenti con due chiazze di sudore grosse così sotto le ascelle e il complesso della produzione industriale di succhi maleodoranti e relativa emissione in atmosfera.
Insomma se vi lamentate per il troppo freddo o il troppo caldo nella vostra scuola, state tranquilli che i vostri colleghi di tutte le altre scuole non stanno meglio di voi.
E si può sapere perché nei bagni delle scuole italiane manca sempre il rubinetto dell’acqua calda? Non è che manchi solo l’acqua calda, no. Mancano proprio i tubi e i rubinetti che dovrebbero portare al lavandino l’acqua calda.
“Che bisogno c’è dell’acqua calda in una scuola?” avranno pensato quei progettisti di m… quando hanno disegnato questi edifici di m….
Non solo nei bagni dei ragazzi manca l’acqua calda (e qui mi immagino cosa potrebbero fare i nostri buontemponi con l’acqua bollente, perché la loro fantasia per questo genere di cose non ha limiti, si capisce) ma anche in quello degli insegnanti.
Perché d’inverno, mi chiedo, dobbiamo tutti lavarci le mani con dell’acqua che è sempre freddissima, maledettissima e ghiacciatissima?
E perché queste cose succedono non in una ma in tutte le scuole? Forse c’è qualcuno molto in alto che non vuole che gli insegnanti si lavino le mani dopo che hanno fatto la pipì o altro?
Naturalmente ci sono delle scuole che primeggiano sulle altre per certe faccende considerate secondarie.
Colleghi, come sono i bagni delle vostre scuole? Quelli per gli insegnanti intendo. Le tazze, voglio dire, ci sono o avete ancora quelli alla turca che ormai neanche nelle osterie stile country old-fashion ci sono più.
E se avete le tazze avete anche le relative ciambelle oppure siete così bravi (e brave) da poterne fare a meno? E la porta si chiude bene con la chiave come a casa vostra o avete il gancetto mezzo schiodato con la catenella arrugginita (il solito old style) che dovete stare attenti a non ferirvi le dita ogni volta che vi scappa?
E la carta igienica c’è sempre? Da me non è raro che manchi anche lei e allora…beh, allora è un bel problema.
Siccome la nostra scuola aderisce al progetto “Quotidiano in classe” e siccome la maggior parte dei nostri studenti non sa che la funzione di un giornale è quella di essere letto (ci fanno le mazze per picchiarsi, oppure delle palle enormi per giocare a calcio o a rugby durante l’intervallo); un’idea alternativa potrebbe essere anche quella di utilizzare il quotidiano in classe in sostituzione della carta igienica, quando questa viene a mancare.
Sarebbe bello asciugarsi con le pagine del Corriere e con le foto dei nostri ministri. Darebbe un ulteriore tocco di finto anticato alle nostre scuole.
Postato in: Insegnanti, Prof, Scuola
gran bel post…nella mia scuola il bagno dei prof era curato da un paio di bidelle molto attente sia alla pulizia che a rifornire di carta igienica e rotolone assorbente per asciugare le mani. Quindi va detto grazie a quelle due sante donne.
Una delle quali una volta (è una brava donna ma molto paesana e senza peli sulla lingua) è andata dal dirigente a denunciare un prof che ogni volta che utilizzava il bagno faceva un lago (per dirla con un eufemismo).
E siccome son le due bidelle a dare la chiave e riprendersela ogniqualvolta uno va in bagno, erano proprio certe che fosse il prof incriminato a fare il lago
Il problema è che lo seppe tutto l’istituto ma questa è un’altra storia
Be’, grazie alla mia vecchia ex-preside, io sono in una scuola dove un’ala è, sì, forse un po’ calda d’estate, ma l’altra è già stata fatta meglio. Le pareti sono di carta da parati verde-azzurra oppure di pannelli rimovibili rosso aranciato oppure di armadi sempre rossi. I bagni dei prof hanno chiave o chiusura a manovella, niente asse sul water, lo ammetto, ma carta igienica sempre e acqua calda e fredda
@catepol.
Ma allora in quella scuola le bidelle controllano quante volte gli insegnanti vanno al bagno. E se uno sta male e deve correre…finisce che lo sa tutto l’istituto.
Dipendere dalle bidelle anche per queste necessità oltre che per i gessetti o il cancellino mi sembra una sopraffazione intollerabile.
@LaProf
Sono contento per l’acqua calda. Quanto al water senza asse potremmo istituire un interessante sondaggio: ciambella sì, ciambella no
Io non mi lamento. Le piastrelle si staccano, ma il resto proprio schifo non fa.
Certo, il preside riesce a farsi ascoltare dalla provincia.
Quando è stato necessario, anche gli studenti hanno organizzato una bella manifestazione in provincia e qualcosa hanno ottenuto.
La mia scuola è abbastanza nuova e ben curata, la provincia di milano in effetti è abbastanza solerte. I bagni dei prof sono brutti perché ricavati dai vecchi spogliatoi delle palestre ma sono attrezzati con tazze, ciambelle, acqua calda, sapone, asciugamani e specchi. Però mi è capitato di andare in altre scuole superiori di Milano e provincia e di rimanere sconcertata: a Cinisello addirittura i muri interni (corridoi e classi) erano ancora imbrattati con le scritte fatte con vernice spray anni prima…come si fa ad educare i ragazzi al rispetto degli ambienti se gli ambienti sono così ?
Per molti aspetti il tuo copia-incolla può essere applicato anche alla mia scuola. Mi sono divertito, leggendo il tuo post. Arrivo qui attraverso meandri bloggari di prof.
Mel
Sono d’accordo