Allora, avete sentito che casino? Se non siete di Milano e dintorni forse non vi sono giunte alle orecchie le notizie relative alla situazione di caos che si è venuta a creare in queste ore a causa della neve scesa stavolta davvero copiosa su tutto il territorio lombardo.
E nemmeno sapete delle solite polemiche riguardo all’inefficienza da parte degli organismi competenti per far fronte ai problemi della gente che doveva andare a lavorare. Treni, tram e autobus con ritardi spaventosi, strade impraticabili, marciapiedi ghiacciati, ruspe e camion spargisale che si contavano sulle dita di una mano, le solite cose che si verificano puntuali ogni inverno, insomma.
Ma la cosa nuova di quest’anno è stata questa polemica incredibile tra la sindaca di Milano, Letizia Moratti, e l’assessore provinciale all’edilizia scolastica, Giansandro Barzaghi circa l’opportunità di chiudere o non chiudere le scuole del territorio.
Quest’ultimo, memore dell’episiodio fatale del crollo di qualche settimana fa alla scuola di Torino e anche (dico io) per pararsi il sederino, avrà giustamente pensato: “Ehi raga, se viene giù qualche calcinaccio per via della neve, e i ragazzi stanno sotto coi libri aperti, qua sono cazzi”.
Del resto noi che siamo soliti frequentare ogni giorno gli edifici scolastici e conosciamo bene le condizioni pietose in cui si trovano, sappiamo bene quanta ragione abbia l’assessore Barzaghi a dormire preoccupato.
Detto, fatto, l’assessore ha subito spedito una lettera a tutti i sindaci e dirigenti scolastici della provincia raccomandando di tener conto delle potenziali situazioni di pericolo che potrebbero verificarsi a causa delle montagne di neve accumulatesi sui tetti e sui cornicioni delle scuole.
Con grande soddisfazione di tutti, studenti e insegnanti in particolare, che così potevano prolungare un altro po’ le loro già lunghe ferie natalizie.
Ma la sindaca Letizia Moratti, non si sa bene per quale ragione, (che ce l’abbia anche lei con gli insegnanti scansafatiche?) o forse semplicemente per rimarcare un proverbiale (presunto) efficientismo meneghino, non ha voluto firmare l’ordinanaza e, in aperta polemica con l’assessore Barzaghi, ha detto che la situazione era assolutamente sotto controllo e che tutte le scuole di ogni ordine e grado potevano restare aperte.
Nel frattempo i centimetri di neve che si accumulavano sulle strade passavano dai venti preventivati ai quaranta centimetri effettivi, mentre persone bene informate sui fatti riferivano che nei magazzini del Comune le tonnellate di sale che sarebbero dovute servire a rendere il traffico milanese intenso ma scorrevole, si erano misteriosamente volatilizzate.
Insomma il caos sulle strade era totale e come se ciò non bastasse era pure esplosa la solita polemica politica.
L’effetto di questa decisione deve aver creato non pochi problemi agli altri sindaci del territorio (un po’ di destra, un po’ di sinsitra) su che cacchio fare e ancor più ha messo nello sconcerto migliaia di famiglie, studenti e insegnanti, non sapendo bene se a scuola il giorno dopo ci sarebbero dovuti andare o no.
Tra parentesi la scuola elementare dei miei figli era sì aperta nella giornata di ieri ma con mezzo insegnante per classe (altro che maestro unico), senza riscaldamento e pure senza mensa! Forse la sindaca non ha tenuto conto che per mandare avanti una scuola non bastano un paio di insegnanti dotate di motoslitta e due o tre solerti bidelle.
Mia caro che pasticcio.
Ieri io non sono riuscita a raggiungere la scuola che, essendo fuori milano, non si riesce neanche a raggiungere con i mezzi. Comunque poco male visto che gli studenti presenti erano pochissimi causa il mancato passaggio dei pullman di trasporto: nelle mie tre classi le presenze erano 0-1-3.
Oggi a casa perché il sindaco ha accolto il suggerimento dell’assessore e ha decretato la chiusura per l’8 e il 9 (domani).
In mattinata l’ordinanza di chiusura è sparita ed è arrivato telefonicamente l’ordine: il 9 scuola regolare.
Adesso ha ripreso a nevicare…chissà