La condotta del tubo

Avuta notizia del criptico contenuto del decreto Gelmini riguardo alla condotta da adottare (da noi insegnanti) circa l’attribuzione del voto in condotta (dei nostri bravi alunni), ho pensato bene di stilare un succinto ma esauriente  vademecum sull’argomento.

Qualora i colleghi insegnanti considerassero la presente bozza degna di un qualche interesse, il qui scrivente acconsente che tutto il contenuto o parte di tali linee guida possa essere inserito in qualche straccio di documento ufficiale in una delle strutture scolastiche di loro pertinenza, sempre che la relativa dirigenza scolastica ne sia tempestivamente informata, si capisce.

 

Il dieci in condotta.

Essa è certamente la più desueta, anacronistica e imbarazzante valutazione che un qualsivoglia consiglio di classe di questo secolo e di questo stato possa attribuire a un qualsivoglia suo allievo, per quanto meritevole. Ormai il suo uso funesto è stato relegato al nostalgico ricordo della scuola di fine ottocento ed ai  personaggi letterari che popolavano quegli ambienti. Si pensi, tanto per citarne uno, allo scolaro Derossi del libro Cuore.

Oggigiorno un voto simile  non è più un traguardo o un obiettivo da perseguire per un ragazzo, ma piuttosto un marchio infame di appestato, sfigato, secchione, imbecille, frocio, handicappato. Potrebbe destare autentico disagio nello studente che malauguratamente se lo trovasse in pagella in mezzo agli altri voti, ma anche ansia nei suoi genitori. E’ malato? E’ un asociale? Le ragazze non se lo filano? Non sarà il caso di portarlo da uno psicologo?

Consiglio i miei colleghi di centellinare il dieci in condotta a piccole dosi (come gli antibiotici), magari solo ai disabili, qualora ne abbiano uno o due in classe. Di quelli che se li metti sulla sedia alle otto di mattina, se ne stanno lì fermi e muti fino alle due del pomeriggio. Di quelli che, talvolta, ne vorresti avere anche di più perché tanto…male non fanno. Che poverini non capiscono un’acca nonostante la pazienza infinita vostra e del loro insegnante di sostegno. Che poi, a guardarlo bene, l’insegnante di sostegno voglio dire, a forza di stargli sempre appresso alla fine si comporta uguale, seduto al suo fianco, anche lui muto e rassegnato, anche lui fermo sulla sedia. Che poi dopo un po’ te li confondi quei due, e quasi, quasi, il dieci in condotta lo daresti a entrambi. 

 

Il nove in condotta

E’ il voto più ambito. Lo prende il fico che studia poco ma che sa stare al mondo. Che chiacchiera in continuazione e rompe i coglioni, ma sa quando è il momento giusto di smettere. E’ quello che sa farsi ben volere da tutti e piace a tutti. Il furbetto del quartierino.  Il narciso, laccato e lampadato. Studioso ma soprattutto astuto. Le insegnanti lo amano e lui ricambia. Sa fare anche delle domande, anche se non sempre proprio pertinenti del tipo: prof, ma lei quanti anni aveva quando ha fatto sesso per la prima volta? oppure: prof ma lei ha mai fatto uso di sostanze? Andrà all’università e farà il professionista brizzolato, il medico o l’avvocato, e vestirà elegante come suo padre, che il sabato viene a prenderlo col mercedes.

 

L’otto in condotta

E’ il voto che sta giusto in mezzo, dunque è quello giusto. E’ il voto più gettonato perché la maggioranza degli insegnanti sceglie il centro. Come tutti gli Italiani del resto. Il centro è bello perché dà sicurezza e stabilità. Il centro è sinonimo di equilibrio. E dunque dal centro  non si cade mai. Palla al centro. La conquista del centro. Perché gli estremi poi si somigliano. E perché gli opposti si attraggono. Per andare dove? Al centro, no?

In Italia non ci sono la destra e la sinistra. C’è semmai il centro-destra e il centro-sinistra. Se la Democrazia Cristiana, che stava al centro, che più centro di così non si può, ha governato per cinquant’anni ci sarà un perché? E se oggi il centro sembra non esserci più, ciò è semplicemente perché nel frattempo si è mangiato tutto quello che gli stava intorno.

Ecco perché consiglio di dare otto a tutti. Votate Centro. Votate Casini e Buttiglione.

 

Il sette in condotta

E’ il voto svilito, degradato, retrocesso. Prima, per chi lo prendeva, erano dolori. C’era la bocciatura. Ora invece è esattamente come prendere nove. Solo che, se lo prendi, sei più figo. Però te lo devi meritare e non è facile. Per ottenerlo, devi prima aver collezionato almeno un centinaio di note sul registro e magari anche qualche giorno di sospensione. I tuoi insegnanti devono essersi presi l’esaurimento nervoso, per causa tua, l’allergia al polline, il morbillo e l’aviaria. I tuoi genitori devono essere chiamati a scuola decine e decine di volte, a sentire le stesse prediche. Le chiamate a casa dalla segreteria si sprecano ai famigliari dei promettenti sette in condotta e Telecom li ringrazia tutti.

Ma ciononostante gli insegnanti il sette lo danno di rado e con grande  sofferenza, manco fosse una condanna a morte. Sempre gli ultimi a capire come va il mondo.

 

Il sei in condotta

E qui entriamo davvero nel campo della fantascienza. Perché la domanda fondamentale è: cosa un ragazzo di quindici, sedici anni può fare in una scuola di tanto grave da meritarsi il sei in condotta ma non tanto da beccarsi il cinque? Ecco allora di seguito un elenco di possibili gesti eroici che saranno narrati con gran soddisfazione dai diretti interessati agli amici, alle fidanzate, durante le feste o le serate in allegria, ai nipotini, anche molti anni dopo, magari davanti a un caminetto acceso e in compagnia di un brandy o di un Chevas:

·        Allagare la scuola

·        Vendere polverine bianche per i corridoi

·        Sfondare i muri divisori di cartongesso con calci e pugni

·        Cagare sopra il registro dell’insegnante di storia

·        Portare al cesso il registro di classe e pulirsi il sedere con alcune sue pagine.

·       Pisciare nel cestino dell’immondizia mentre l’insegnante spiega.

·        Filmarsi mentre si simula un coito con la compagna di banco durante la lezione di arte

·        Varie ed eventuali

Me li vedo quei due o tre docenti, o magari anche il preside, che ostinatamente prenderanno le difese del giovane dicendo: ma in fondo è pur sempre un bravo ragazzo.   

 

Il cinque in condotta

Ovvero: and the winner is…

Di questo strano personaggio in realtà non sappiamo ancora niente. E’ una chimera oppure una sorta di oggetto misterioso proveniente dagli abissi spaziali. Si narra che sia stato dato a qualche alieno  in qualche scuola della costellazione di Orione e con esiti incerti. Avete presente l’enigmatico monolite nero che compare nel film “2001 Odissea nello Spazio” di Kubrik? Che tutti lo guardano e lo toccano ma nessuno sa interpretarne la valenza? E dunque lo temono? Ecco, il cinque in condotta è come quel monolite. Secondo il legislatore dovrebbe avere proprietà terapeutiche a livello sociale, tipo risolvere il problema del bullismo, ma altri si azzardano ad andare anche più in là sostenendo che potrebbe essere indicato anche per combattere  i reumatismi e l’acidità di stomaco degli insegnanti. Altri sono più pessimisti e prevedono sciagure apocalittiche tipo l’estinzione della razza bianca o la caduta di un asteroide sulla terra.

Staremo a vedere.

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4 Risposte

  1. sperando che si capisca che fare del 5 presto…intanto mi segno questo post meraviglioso. :-)

  2. Senza contare il 5 in condotta da dare a quelli che hanno tutti 8 e 9 in pagella ma si sono comportati male e vanno puniti… Le mie classi son piene di gente così: 9 in matematica, 8 in storia, 8 in italiano, 10 in inglese, e 5 in condotta, brutto cattivo ora ti boccio.

    (io ho uno che ha messo insieme in classe il punto sei e il punto sette, pensavamo al cinque, tu dici che è troppo poco, dobbiamo salire al sei?)

  3. lo stupro, che va tanto di moda da qualche millennio a questa parte, come lo si valuta? che dice l’oca ministeriale?

  4. Il sette e il nove però non sono uguali…visto che il voto di condotta farà media… mi sa che ambiranno anche al dieci!

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