Negazionismo

Il negazionismo di un evento storico come un genocidio o una Pulizia etnica o un Crimine contro l’umanità è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.

La frequenza delle prese di posizione negazionistiche ha indotto vari paesi a sanzionare penalmente tale atteggiamento.
In alcuni paesi – Austria, Belgio, Francia, Germania – è reato la negazione del Genocidio del popolo ebreo, mentre in altri – Israele, Portogallo e Spagna – viene punita la negazione di qualsiasi genocidio. Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione dei seguenti Stati: Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, e Romania. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni Paesi può arrivare fino a dieci anni.
I negazionisti considerano le leggi che puniscano la negazione di un genocidio-olocausto come un mezzo per limitare la libertà di parola, e propugnano l’idea per la quale esista un enorme complotto per il quale gli storici siano succubi del “credo olocaustico”, difeso in molti paesi con la forza della legge, eterodiretta dai poteri forti.

Nel 2007 le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione degli Stati Uniti che “condanna senza riserve qualsiasi diniego dell’Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario”.

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