Bufala

E se fosse tutta una bufala?

La storia della crisi, voglio dire.

Chi mi dice che non sia anche questa volta un’invenzione di quei quattro, cinque signori della terra?

Gli stessi che qualche anno fa ci avevano raccontato la fiaba della New Economy, ve la ricordate? Che grazie a internet saremmo tutti diventati milionari, che avremmo tutti potuto lavorare da casa, prendendo due, tre stipendi, magari comprando cento azioni al mattino e rivendendole alla sera o, meglio ancora, facendo un cazzo?

Ora ci vengono a dire di non disperare perché la crisi è come un raffreddore (prima o poi passa) e poi può avere anche dei risvolti positivi.

Che insomma può essere vista anche come un’opportunità.

L’importante è saperne cogliere l’aspetto buono.

Capire chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, quelle balle lì insomma.

E poi rimettersi in marcia.

E se fosse una di quelle idee fatte circolare dai soliti portaiella?

Quelli che, quando le cose girano male, loro ci godono?

Quelli che pescano nel torbido, quelli del tanto peggio, tanto meglio.

Quelli che ne avevano piene le tasche di fare le file ovunque, in autostrada, al check-in dell’aeroporto o davanti allo skilift.

Ci vorrebbe un giro di vite, dicevano.

Quelli che è da un po’ che l’aspettavano questa crisi, e adesso finalmente dicono: era ora.

Quelli che adesso possono mandare tutti in cassa integrazione, così gli utili li fanno come prima, ma senza gli operai tra i piedi.

Quelli che dicono che, tanto, il costo della vita è sceso e dunque, di che vi lamentate, cazzo?

Cosa volevate, voialtri, le primizie anche d’inverno, il salmone affumicato, l’ananas e altra roba esotica al pranzo di Natale?

La pacchia è finita. E allora sapete che vi dico?

Rimbocchiamoci le maniche e aiutiamoli, questi bravi signori,  a superare ‘sta minchia di crisi.

Sì, ma come?

Bene, per prima cosa non lamentandoci più dei bassi stipendi perché, come detto sopra, il costo della vita è sceso come il termometro in Groenlandia (vivere non è mai stato così conveniente).

E poi dando una mano (con i nostri modesti  risparmi) a tutti quelli che, poverini, fino ad oggi hanno tanto fatto per noi e i nostri figli: gli industriali, i banchieri, i manager della finanza e delle borse, gli imprenditori immobiliari, i commendatori.

E ammettiamolo, una buona volta. Come avremmo fatto, noialtri spendaccioni perdigiorno, a vivere fino ad oggi senza tutte queste brave persone?  Come avremmo fatto a comprarci una macchina per andare a lavorare (sempre da loro) e  farci una casa? Chi ci avrebbe elargito un mutuo a tasso stracciato come hanno fatto quei signori con noi?

Le nostre madri, nonne, zie come avrebbero potuto ricevere cinquecento euro di pensione al mese senza quei bravi e solerti cavalieri della repubblica?

Facile per noi, che sappiamo pensare solo a noi stessi, a quel che succede oggi, infischiandocene del domani, del prossimo, degli affamati, e di che cosa ci riserverà il futuro.

Non come loro che pensano sempre a tutto e tutti e guardano sempre avanti. 

Non solo dobbiamo ringraziarli a parole, no, sarebbe troppo facile.

Dobbiamo aiutarli coi fatti. Cioè coi nostri soldini.

Gente, rompiamo i salvadanai a forma di porcellino e facciamo cassa a tutti questi uomini probi. A questi ultimi salvatori della nostra amata patria.

I nostri risparmi sono pochini, certo, ma è anche vero che  siamo in tanti.

Milioni e milioni di fancazzisti e fannulloni.

E poco importa se poi le loro scarpe continueranno a produrle in Vietnam, i loro occhiali a Singapore e i  jeans a Timishoara.

I quattrini, ancora una volta, li sborsiamo noi. E chi se no, quei morti di fame che vivono in Transilvania, su un’altura secca e desertica del Magreb o in qualche foresta pluviale e che poi sbarcano da noi per un tozzo di pane e con l’illusione di un po’ di libertà?

  

3 Risposte

  1. Ciao Uffaprof!

    Sono Maria Beneyto, di Haiku Media, l’agenzia di pubblicitá di Mondadori. Ci piacerebbe mandarti un esemplare di “Cuanta pasión”, il nuovo libro di Giulia Alberico, magari podresti scrivere un post…
    Ti lascio il mio contatto:
    mbeneyto@haiku-media.com

    Saluti!

    Maria B.

  2. più che un raffreddore a me sembra una malattia rara
    ed ora la parola alla ricerca
    per cercar la pillola che cura
    la vedo male :(

  3. l’illusione della libertà???

    ma se gli italiani SONO il popolo della libertà!
    :(

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