Vengo subito al dunque. Scrivo mentre è appena esploso il caso Marrazzo. Per chi non lo sapesse ancora, il governatore della regione Lazio si è fatto riprendere da una telecamera nascosta da quattro energumeni mentre si intratteneva (amabilmente?) con un trans nella residenza di quest’ultimo. I quattro, in forza alla Benemerita Arma dei Carabinieri, lo stavano ricattando, minacciando di spifferare tutto ai giornali. Solo qualche settimana fa quegli stessi giornali erano pieni di un’altra serie di scandali a sfondo sessuale che riguardavano il nostro quasi ottuagenario Presidente, protagonista di festini e ricevimenti, ora in compagnia di minorenni in carriera, ora di escort navigate; il mestiere più vecchio del mondo oggi lo si definisce così, per bon ton o forse in segno di rispetto nei confronti dell’utenza (che delicatezza, vero?). Non molto tempo fa qualcuno aveva filmato un altro politico importante che con la macchina faceva una piccola sosta presso un gruppo di zoccole appostate sul bordo di una strada.
Insomma la prima cosa che mi viene da pensare è che questi nostri politici abbiano in mezzo alle gambe non dei piselli come tutti i comuni mortali ma dei veri e propri lanciafiamme. E ciò, sembrerebbe, indipendentemente dalla loro appartenenza politica.
Pure l’età, non più tenera, ammettiamolo, almeno per la gran parte di loro, non parrebbe costituire un impedimento al soddisfacimento di questo loro bisogno (evidentemente) primario. Capace che i nostri politici si nutrano a suon di viagra per ravvivare il desiderio come noialtri di vitamine per combattere l’influenza.
E mi sorge a questo punto una domanda.
Ma noi?
Uso il pronome plurale e non quello singolare volutamente, perché penso e spero di non essere l’unico pirla di questo paese.
Voglio dire, siamo noi gli anormali?
Noi che da quindici o vent’anni abbiamo una moglie (una sola) e facciamo il nostro dovere di alcova (chi più, chi meno) non più di una volta alla settimana, allora siamo proprio da buttare nel cesso? Cosa siamo noi, degli impotenti, degli organismi asessuati che, nella lunga strada dell’evoluzione, hanno perso il testosterone e con esso lo stimolo del desiderio di trasgredire?
Questa gente (i nostri politici) pare che non si fermino di fronte a niente. Cascasse il mondo o la loro reputazione, manco morti si tirano indietro. E tra una riunione di partito e una passata in tv fanno davvero di tutto. Desiderosi di provare fino all’ultimo dei loro giorni l’ebbrezza di ogni forma di trasgressione. E allora eccoli che sniffano coca, che fanno le orge, che si fanno scopare da una minorenne, da un negro o da un trans, in un balletto sempre più vorticoso che lascia sbigottita qualunque persona normale e chiunque la sera, tornato a casa dopo una giornata di lavoro, si mette le pantofole e guarda (sereno o allibito) la tele, con moglie e figli.
Sarà che faccio l’insegnante e che l’età media delle mie colleghe si aggira intorno ai sessant’anni; essere circondato da una schiera di tante Rosi Bindi, più intelligenti che belle, non aiuta certo all’immaginazione. Sarà che gli impoveriti e frustrati insegnanti non esercitano più quel sex appeal (neanche di fronte alle anchilosate bidelle) che forse esercitavano un tempo, a differenza di chi gestisce il potere; ma ciononostante credo che una controllatina ai freni di questi politici sarebbe quanto mai opportuna. Se non altro per una questione di elementare decenza.
Il fatto è questa gente ci rappresenta. Siede su tavoli importanti, per necessità o per virtù prende anche delle decisioni, e ci chiede regolarmente il nostro voto in corrispondenza di ogni scadenza elettorale. E noi regolarmente li votiamo. Talvolta facendo il tifo per questo gruppo o quest’altro.
E qualcuno scrive sui giornali che non dovremmo guardare dentro la vita privata di questi personaggi. Perché allora non è più politica ma solo gossip.
E noi dobbiamo votare il politico e non il puttaniere che è in lui.
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